PARTE SECONDA
OCCULTAMENTO DELLE STIMMATE
CAPITOLO XCVIII
RISPOSTA A CHI LO INTERROGAVA A QUESTO RIGUARDO
E CON QUANTA PREMURA LE COPRIVA
719 135. Non è possibile passare sotto silenzio
con quanta premura ha coperto e nascosto i gloriosi segni
del Crocifisso, degni di essere venerati anche dagli spiriti
più grandi.
Da principio, quando il vero amore di Cristo aveva già
trasformato nella sua stessa immagine l'amante, cominciò
a celare e ad occultare il tesoro con tanta cautela, da non
farlo scoprire per lungo tempo neppure ai suoi intimi. Ma
la divina Provvidenza non permise che rimanesse sempre nascosto
e non giungesse agli occhi dei suoi cari. Anzi il fatto di
trovarsi in punti delle membra visibili a tutti non permise
che continuasse a rimanere occulto.
Uno dei compagni una volta, vedendo le stimmate nei piedi,
gli disse: «Cosa è ciò, buon fratello?».
«Pensa ai fatti tuoi», gli rispose.
720 136. Un'altra volta lo stesso frate gli chiese
la tonaca per sbatterla. Vedendola macchiata di sangue, disse
al Santo, dopo averla restituita: «Che sangue è
quello, di cui sembra macchiata la tonaca?». Il Santo
mettendosi un dito sull'occhio, rispose: «Domanda cosa
sia questo, se non sai che è un occhio!».
Per questo raramente si lavava tutte intere le mani, ma bagnava
soltanto le dita, per non manifestare la cosa ai presenti.
Ancor più raramente si lavava i piedi, e quanto di
raro altrettanto di nascosto. Se uno gli chiedeva di baciargli
la mano, la presentava a metà: tendeva solo le dita
e quel tanto indispensabile per porvi un bacio. Capitava anche
che invece della mano porgesse la manica.
Per non lasciare vedere i piedi, portava calzerotti di lana
dopo aver posto sulle ferite una pelle per mitigarne la ruvidezza.
E benché non potesse nascondere del tutto ai compagni
le stimmate delle mani e dei piedi, sopportava però
a malincuore che altri le osservasse. Per questo, anche gli
stessi compagni con molta prudenza, quando per necessità
il Santo scopriva le mani, volgevano altrove lo sguardo.